(Pagina 51)
Così, la Nuova Acropoli ha potuto far rinascere sotto il suo controllo un’associazione antica, l’Ecole d’anthropologie de Paris, creata nel 1883 e rimasta in sonno dalla Liberazione. Si tratta di un’associazione che godette di un certo prestigio alla fine del XIX secolo reclutando scienziati di rilievo, prima di conoscere una deriva estremista durante la seconda guerra mondiale. Recuperata dalla Nuova Acropoli, è attualmente una «filiale» della setta che propone per questo tramite stage a studenti stranieri.
(Pagina 65)
La Nuova Acropoli esige dai suoi adepti un numero determinato di ore di lavoro volontario nella sua «scuola», consacrate a compiti di accoglienza, di manutenzione e di segreteria.
(Pagine 152–153)
La Nuova Acropoli ha disposto di un organismo di formazione attraverso la società Hermès consultants diretta dalla sig.ra Isabelle Ludwig, presidente dell’associazione madre della setta. Iscritta al SRC d’Île-de-France, questa società, oggi cancellata dal registro del commercio, ha in particolare formato dei salariati della FNSEA.
(Pagina 182)
Citiamo Krishna installato al castello di Bellevue nel Giura e al domaine d’Oublaisse nell’Indre; Tradition famille propriété disponendo attraverso l’associazione Avenir de la culture del castello di Jaglu nell’Eure-et-Loir; la Nuova Acropoli proprietaria della Cour Pétral, antico monastero situato nello stesso dipartimento; …
(Pagine 199–200)
NUOVA ACROPOLI — Association Nouvelle Acropole France — Vol ; Ricettazione di furto ; Complicità di furto ; Minacce di reato fatte a condizione — TGI di Colmar, 27/03/98 … — CA di Colmar, 18/12/98 …
(Pagine 305–306)
NOME DELLA SETTA : LA NUOVA ACROPOLI A.– ORGANIZZAZIONE … 1°) SEDE INTERNAZIONALE : Bruxelles (Belgio) … … 7 sedi locali : Boissy-lès-Perche, Bordeaux, Paris, Rennes, Rouen, Strasbourg, Villeurbanne … … elementi di valutazione raccolti : Entrate annuali dell’associazione Nouvelle Acropole France : tra 4 e 4,6 MF secondo l’esercizio.
(Pagina 252)
Conclusione
Al termine dei suoi lavori, la Commissione deve riconoscere che il fenomeno settario è probabilmente destinato a restare a lungo insediato nelle nostre società. Esso esprime i disfunzionamenti inevitabili e costituisce talvolta delle valvole di sfogo attraverso le quali un marginalismo incomprimibile trova modo di evadere. Il diritto alla differenza deve essere anch’esso salvaguardato. Ma non si può ammettere che l’esercizio di questo diritto possa minacciare alcuni principi, e innanzitutto il diritto alla protezione dei più deboli. È per questo che la lotta contro le derive settarie rimane, agli occhi della Commissione, un’esigenza che richiede mezzi meglio adattati, un nuovo sforzo di sensibilizzazione della società e una presa di coscienza a livello internazionale. La Commissione è convinta che la contraddizione tradizionalmente evocata tra libertà di coscienza e ordine pubblico, in materia di comportamenti settari, sia del tutto inoperante. Non si tratta di opporre questi due principi ma, al contrario, di mettere in luce la loro complementarità. La preservazione della libertà di coscienza non può, infatti, fondarsi su una méconnaissance (ignoranza) delle libertà individuali essenziali: di andare e venire, di possedere beni e di goderne, di curare il proprio corpo e la propria salute, di essere protetti contro gli abusi di potere, di difendersi contro le lesioni ai propri interessi morali e materiali… Lavorando affinché gli attacchi portati contro queste libertà dalle derive settarie siano più efficacemente perseguiti e repressi, la Commissione intende che siano così garantite le libertà di coscienza e di espressione, che sono nel cuore stesso del rispetto dei Diritti dell’Uomo.
(Pagina 254)
SINTESI DELLE PROPOSTE DELLA COMMISSIONE
(i numeri rinviano alle pagine del rapporto)
1. Adeguamenti allo statuto delle associazioni:
- rafforzare la democrazia all’interno delle associazioni: mediante l’obbligo, oltre un certo bilancio che potrebbe essere fissato a 500.000 franchi, di procedere ad almeno un’assemblea generale annuale e di redigere una relazione morale e finanziaria a beneficio dei membri (p. 51 e 52) ;
- sottoporre le strutture associative che hanno un certo peso economico – per esempio, quelle il cui bilancio annuo è superiore a 500.000 franchi – a obblighi minimi di dichiarazione (conto economico e bilancio) (p. 51 e 52) ;
- sfruttare il rinvio dell’applicazione dell’istruzione del 15 settembre 1998 relativa alla fiscalità delle associazioni, per prendere in considerazione i rischi di utilizzo delle nuove regole in senso favorevole allo sviluppo del fenomeno settario (p. 60).
2. Applicazione della legge del 9 dicembre 1905 concernente la separazione delle chiese e dello Stato:
- richiamare, per via di circolare all’attenzione dei prefetti e dell’insieme dei servizi interessati, i principi della separazione tra le chiese e lo Stato, e i criteri dell’associazione cultuale definiti dal Conseil d’Etat, nonché l’applicazione che ne è stata fatta nel caso dei Testimoni di Geova (p. 71) ;
- richiamare l’attenzione dei poteri pubblici sulla necessità di fissare d’ora in poi alcune regole generali per l’affiliazione al regime di protezione sociale dei culti (p. 75).
3. Adeguamenti alla legislazione relativa al finanziamento della vita politica:
- subordinare il beneficio della prima frazione dell’aiuto di bilancio annuale al raggiungimento di una soglia di voti alle ultime elezioni legislative (p. 84) ;
- riservare l’accesso alla campagna radiotelevisiva alle formazioni politiche che hanno designato un rappresentante nazionale sponsorizzato da un numero minimo di eletti locali (p. 84).
4. L’organizzazione del settore degli affari sociali e della salute:
- diffondere a tutto il personale dei servizi pubblici e ai professionisti della salute una guida pratica identificando i punti di vulnerabilità alle sette nel mondo medico-sociale (p. 128) ;
- centralizzare l’informazione sulle sanzioni adottate dagli ordini professionali delle professioni sanitarie e sulle procedure giudiziarie in corso (p. 128) ;
- far designare, dall’Ordine dei medici, un rappresentante presso la Missione interministeriale di lotta contro le sette (p. 128) ;
- studiare un’eventuale procedura di accreditamento delle denominazioni delle professioni paramedicali e degli ausiliari medici, tramite una commissione di esperti che autorizzi l’uso di denominazioni terapeutiche e possa proporre l’interdizione dell’esercizio di quelle non accreditate (p. 128) ;
- rafforzare, negli studi medici e paramedici, l’insegnamento su:
- i metodi di accompagnamento psicologico dei malati (p. 129) ;
- il posto, il ruolo e i limiti delle professioni mediche e paramediche nella società (p. 129) ;
- sviluppare, fin dall’istruzione primaria o secondaria, corsi di educazione alla salute, all’igiene di vita e alla comprensione della rappresentazione corporea (p. 129) ;
- mettere in atto una procedura di accreditamento o di etichettatura per le associazioni intervenenti nell’accompagnamento e nell’aiuto alle persone ospedalizzate (p. 129) ;
- prevedere modalità di follow-up terapeutico da proporre agli ex adepti e integrarle nella formazione continua dei medici (p. 129) ;
- amplificare, in particolare nel quadro dell’istruzione nazionale, le campagne di sensibilizzazione sui vaccini (p. 129).
5. La regolamentazione della formazione professionale:
- affidare l’accreditamento e il controllo degli organismi di formazione professionale a un ente pubblico amministrativo al quale una parte del contributo dei datori di lavoro sarebbe destinata per finanziare il suo funzionamento (p. 158 e 159) ;
- porre termine all’automaticità dell’esenzione IVA riservandola agli organismi debitamente accreditati (p. 159) ;
- attribuire esplicitamente all’amministrazione il potere di ritirare l’immatricolazione di un organismo quando risulti che esso non rientra nel quadro della formazione professionale o che si è prestato a manovre fraudolente (p. 159) ;
- avviare una campagna di sensibilizzazione rivolta alle imprese, organizzata dallo Stato e dalle organizzazioni professionali (p. 160) ;
- mettere a punto un programma di etichettatura (labellisation) degli organismi di formazione (p. 161).
6. Misure destinate a migliorare la lotta contro le frodi:
a) l’ammodernamento delle procedure penali
- avviare una concertazione sull’opportunità di creare un reato di manipolazione mentale (p. 216) ;
- studiare, nel rigoroso rispetto del principio della presunzione di innocenza, la possibilità di un’inversione dell’onere della prova per i trasferimenti di fondi più importanti quando siano collegati a sette (p. 218).
b) la mobilitazione dell’amministrazione
- definire, mediante un comitato interministeriale, sotto l’autorità del Primo Ministro e con l’assistenza tecnica della Missione interministeriale di lotta contro le sette, il quadro generale dell’azione dello Stato precisato da circolare di ogni ministero (p. 249) ;
- prevedere la rappresentanza degli istituti finanziari presso la Missione interministeriale di lotta contro le sette (p. 182) ;
- valutare la creazione di strutture dipartimentali collegate alla Missione interministeriale di lotta contro le sette aventi per compiti (p. 249) :
- costituire un centro di informazione al pubblico, alle imprese e agli istituti finanziari in ogni prefettura ;
- orientare e consigliare le vittime, gli ex adepti e le loro famiglie ;
- fornire alle amministrazioni interessate le informazioni necessarie alla loro azione ;
- raccogliere, a ritroso, tutte le informazioni provenienti dalle amministrazioni sull’attività settaria nel dipartimento ;
- riflettere sulla possibilità di creare, nel territorio di ciascuna corte d’appello, un posto di magistrato appositamente formato per trattare le questioni settarie. Questa funzione costituirebbe un complemento utile alla funzione esercitata dall’attuale corrispondente per le sette presso il Pubblico Ministero (p. 250 e 251) ;
- avviare una concertazione all’interno dell’Unione europea per giungere a una convenzione specifica per la lotta contro le sette (p. 251) ;
- intraprendere un’azione diplomatica a livello del Consiglio d’Europa sui pericoli del settarismo, sulla presenza di sette all’interno di organizzazioni non governative con vocazione umanitaria e sui rischi creati dalla convenzione del 1986 (p. 92).
7. Monitoraggio delle proposte:
chiedere al Governo di incaricare la Missione interministeriale di lotta contro le sette di preparare le misure di applicazione delle proposte sopra indicate.