La setta Nuova Acropoli
Spacciandosi per associazioni culturali, gruppi come Nuova Acropoli cercano di alienare i loro membri in attività che ben potrebbero essere catalogate come settarie
Cafecitos e Tapalpa
A
L’INIZIO sembrava una buona idea. Andare sulla sierra di Tapalpa e praticare sport estremo. Perché no? Inoltre, durante la notte, ci si prendeva del tempo per riflettere sulle attività svolte durante il giorno. Insomma, cervello e muscoli! E per completare il quadro, il gruppo offriva il sabato pomeriggio conversazioni davanti a un caffè in un locale molto conosciuto su viale Vallarta, giusto in tempo per partecipare, chiacchierare un po’, e poi andare al cinema o dovunque si volesse.
«Mi è piaciuto il fatto di andare a parlare di qualcosa che non fosse sparlare della gente, davvero» confessa Lulú (il cui nome ho cambiato qui), che per un periodo si è integrata alle attività di Nuova Acropoli.
Dunque, fino a questo punto, che cosa ci sarebbe di male?
Esoterismo autoritario
Forse si potrebbero criticare i temi ingenui di conversazione che frequentemente si affrontavano nei dibattiti, come Atlantide, l’astrologia, l’alchimia, insieme al “potere di un sorriso”. Ma in fondo, nella vita bisogna essere tolleranti; nessuno ha il monopolio della verità, non è così?
O forse (ancora più importante) il modo in cui i membri assumevano un carattere spigoloso non appena, per una ragione o per l’altra, non si poteva partecipare alle loro riunioni; il modo in cui cercavano di raggirarti per farti seguire un laboratorio di “autoconoscenza” che sarebbe durato tre mesi, ma che dopo sei non aveva né capo né coda, e dove si pretendeva di farci ingoiare le fumate di Madame Blavatsky, fondatrice di una quasi religione sincretica chiamata teosofia; oppure il fatto che ben presto ci si trovava obbligati a distribuire volantini (come viene parodiato nel film di Álex de la Iglesia,
Il giorno della Bestia
) e a non fare nient’altro per il resto della giornata. Fu proprio tramite la distribuzione di volantini che Lulú, in particolare, iniziò a partecipare alle chiacchierate davanti a un caffè di Nuova Acropoli.
Potrebbe questo?
Trasformarsi in questo?
La setta
Secondo un rapporto fornito dall’
Assemblea Nazionale
francese, Nuova Acropoli è una setta con chiare tendenze di estrema destra e gusti paramilitari. A prescindere dai numerosi rapporti di questo tipo, è possibile passare anni orbitando attorno al gruppo senza vedere nulla di tutto ciò, perché questi segreti vengono rivelati solo a chi accetta con maggiore facilità la manipolazione dei leader e mostra meno obiezioni e critiche alle numerose mansioni che questi gli impongono.
Secondo il “
Manuale del Dirigente” di Nuova Acropoli
:
«La propaganda non deve spaventare né produrre un impatto eccessivo, con il rischio di essere considerata sospetta e rifiutata. Un invito apparentemente innocuo a seguire corsi e conferenze è più vantaggioso dell’esposizione violenta di simboli misteriosi o sentenze enigmatiche… la propaganda deve offrire un’immagine accogliente di convenienza personale, senza lasciar vedere che si invita a cambiare la propria vita e a caricarla di enormi sacrifici e sforzi. Una volta dentro ci comprendono meglio e considerano questi sacrifici come onori, ma prima spaventano la gente»
Così l’arruolamento ha luogo tramite gite, chiacchierate davanti a un caffè, conferenze e laboratori, dove, spacciandosi per un’associazione culturale, si procurano nuovi corpi per i loro fini.
L’indottrinamento
L’indottrinamento è graduale e lentamente si impadronisce della vita del nuovo arrivato. Prima ci sono le chiacchierate al bar, poi si verrà invitati al corso di “autoscoperta” dove, subito dopo, verrà assegnato un compito per il gruppo, chiarendo che in questo modo ci si guadagnerà ancora di più l’ammirazione e l’accettazione di tutti:
«Hanno cominciato a fare attività dopo attività dopo attività, dove alla fine in realtà non si faceva nulla, ma bisognava esserci (...)» ricorda Lulú. «Usciti dal lavoro bisognava andare lì, uscire alle dieci, alle undici, alle undici e mezza se ci andava bene, e poi il sabato tutto il giorno, la domenica tutto il giorno…»
I compiti consistevano nell’organizzare opere teatrali, realizzare un laboratorio di cinema (dove il contenuto dei film viene adattato alla tendenza acropolista), ecc. Lentamente gli amici e i familiari dell’individuo vedranno come si allontana da tutto e da tutti, immerso in quel totalitarismo acropolista.
Lulú confessa di aver iniziato a disilludersi per la scarsa qualità delle lezioni. Questa mancanza di qualità sembra essere caratteristica della filiale di Guadalajara, anche se «non importava molto, perché io non andavo lì per imparare la filosofia del mondo; non mi aspettavo che un corso di un’istituzione in una casa, dove ci sono tre alunni, ti offrisse lezioni di filosofia di grande qualità…»
Jorge Angel Livraga Rizzi o “l’Imperatore”, come si faceva chiamare
È pericolosa?
Generalmente i critici di questa associazione affermano che è troppo insignificante per costituire un pericolo, ma forse solo per questo. Sapendo che nel 1985 il giornalista Pepe Rodríguez avvertì in un articolo su Nuova Acropoli riguardo alle armi che, almeno all’epoca, in Spagna venivano custodite nelle caserme di questa setta, ho deciso di contattarlo su questo punto.
«Il governo spagnolo non ha fatto nulla contro N.A., né contro nessun’altra setta, quello che è stato fatto in Spagna è tutto lavoro di privati» mi ha risposto in un’e-mail. «L’indagine e l’avvio del processo giudiziario che ha portato alla condanna di Livraga [fondatore di Nuova Acropoli] per detenzione illegale di armi è stata solo opera mia, dalla polizia ho ricevuto solo problemi e nessun aiuto. Insomma…»
Secondo l’evolversi della vicenda, il giornalista assicura di essere stato minacciato da Nuova Acropoli, motivo per cui dovette ricorrere alle vie legali e si avviò un processo contro Ángel Livraga.
«Il processo contro Livraga e la sua guardia del corpo si è tenuto il 13 giugno 1988 presso la
Sezione Terza
della Corte provinciale di Madrid» continua Rodríguez nella sua e-mail. «Il procedimento che ho avviato contro di loro è il fascicolo numero 10/87 CP del Tribunale d’Istruzione 23 di Madrid.
La sentenza di condanna è la 203 della
Sezione Terza
della
Corte Provinciale
di Madrid, datata 15-6-1988 (…) testualmente:
La Corte decide a maggioranza di condannare l’imputato Jorge Angel Livraga Rizzi, in qualità di autore di un reato di detenzione illegale di armi, senza la concomitanza di circostanze modificative della responsabilità penale, alla pena di sei mesi e un giorno di reclusione minore, con le relative pene accessorie di sospensione dalle cariche pubbliche e del diritto di voto per la durata della condanna, e al pagamento delle spese processuali. Ai fini dell’esecuzione della pena gli viene computato tutto il periodo di custodia cautelare sofferto per questa causa. E la Corte approva l’ordinanza di insolvenza a suo tempo emessa dal giudice istruttore»
Almeno tra i ranghi minori a Guadalajara, la passione di Livraga per l’indossare uniformi militari è vista come un’innocua eccentricità, e non accettano di essere immersi in una setta. Una delle leader locali assicurava che niente di tutto ciò fosse vero. Tuttavia, è molto difficile smentire le accuse quando il gruppo non si distingue per la trasparenza.
Tutta la faccenda resta comunque deplorevole. Molti giovani sono desiderosi di trovare contesti in cui possano esprimere gusti, interessi e inquietudini, senza finire sfruttati, o senza che la loro vita venga monopolizzata da un’organizzazione del tipo di Nuova Acropoli.
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