Obbedienza
Senza obbedienza nulla serve la libertà, poiché la più saggia delle libertà è quella di scegliere la nostra forma di obbedienza alla Legge Universale, rappresentata dal nostro Istruttore o Maestro, quella di inserirci nell'Armonia che genera il Giusto, il Bene e il Bello.
— Bastión nº 140-3: Libertà e Obbedienza. Jorge Ángel Livraga
Segnaliamo che i temi trattati, o meglio, da trattare, non devono trasformarsi in mere speculazioni teoriche, ma devono tradursi in fatti guidati da una dinamica di iniziativa nata dalla volontà e dall'obbedienza al giuramento che avete pronunciato nell'accettare le vostre Asce.
Questo è quanto posso dirvi in questa prima consegna.
In nome di Dio, nostro Signore. AVE!
— Mando nº 0: Introduzione. Jorge Ángel Livraga
Sì, Mando e Potere vengono da «sopra» e non dall'accettazione dei subordinati. A un Mando Nazionale lo autorizza il Mando Massimo e da Lui gli viene il Potere, e dalla sua Anima la Saggezza.
Dimenticare questo è molto pericoloso; in verità, la cosa più pericolosa che può accadere a un MN. Poiché se cede alla spinta dei suoi subordinati a danno dei suoi ordini e del suo proprio Destino Discipulare, rompe la relazione Piramidale-Vivente con le Fonti.
CHI VUOLE COMANDARE DEVE PRIMA OBBEDIRE, CHI VUOLE INSEGNARE DEVE IMPARARE, E CHI VUOLE ESSERE SEGUITO DEVE SEGUIRE… NON C'È ALTRO CAMMINO.
— Mando nº 24: Relazione Discepolo-Maestro, Subordinato-Mando. Jorge Ángel Livraga
Voglio essere il vostro Maestro e, in ambito organizzativo, un Dittatore Filosofico... Perché mi spingete verso metodi tirannici che sono contro la natura del nostro Ideale?
— Mando nº 53: Sull'adempimento dei Decreti. Jorge Ángel Livraga
Non obbediamo a qualsiasi persona né a qualsiasi cosa, obbediamo alle Leggi dell'Universo. (...) Il Maestro è, in questo caso, il richiamo della Legge, ma in modo più semplice, delle leggi che sono alla nostra portata discepolare.
— Mando nº 310: Le chiavi dell'azione. Jorge Ángel Livraga
In verità, se colui che sa cosa bisogna fare comanda, e coloro che non sanno obbediscono, tutti guadagniamo in rapidità e in efficacia. (...)
Nessun sistema di controllo del carattere, di retorica, di dialettica, di approfondimento nella psicologia delle masse e di analisi delle motivazioni, avrà risultati positivi sull'allievo finché non lo avremo messo in condizione di vedere, di ascoltare, di sentire. (...) Il Nemico è la Personalità dell'allievo.
Così, il Nemico è fatto di roccia inerte, di cespugli fioriti e spinosi, e di grotte e fessure da cui emergono qua e là bestie e insetti. Tutta questa massa si opporrà violentemente alla liberazione del suo prigioniero e istintivamente vedrà nel Dirigente e nel Professore Acropolitano un nemico che vuole rubargli la sua preda.
Non si deve mai dialogare con il genio burlesco; bisogna aprire la via a qualunque costo, ma usando mezzi intelligenti per evitare che un entusiasmo goffo distrugga sia la prigione che il Prigioniero.
— Manuale del Dirigente (1976). Jorge Ángel Livraga