Testimonianza di Pedro. Ecuador
(È stato in Nuova Acropoli per 5 anni. Entrò a 16 anni e fece parte del Corpo di Sicurezza.)
Conobbi NA nell’ottobre o novembre del 1996 su suggerimento di un professore delle superiori che ci raccomandò le conferenze che si tenevano nella sede della città dove vivo. Mi sembrarono interessanti e decisi di iscrivermi al corso che chiamano probazionismo. All’epoca il probazionismo durava circa 3 mesi, anche se, per vari motivi che non vengono al caso, quel periodo si prolungò fino al maggio 1997. Essendo ancora adolescente mi inserirono in un corso con più ragazzi della mia età. Entusiasmato dalle lezioni rimasi come membro e, quasi 2 anni dopo, venni “invitato” a diventare Forza Viva (requisito previo e necessario per essere istruttore).
Noi Janos (giovani acropolitanos) venimmo spinti ad affrettare i tempi per diventare istruttori e Forze Vive perché in quel momento si verificò una specie di scisma e “fuga di membri” e c’era bisogno di rimpiazzare quelli che se n’erano andati.
Dovetti passare per una “preparazione” di circa un anno e, alla fine, ti sottoponevano a 4 prove. La prima fu camminare scalzo dalla sede fino a un fiume (circa 2 km) verso le 8 di sera. Dovetti attraversarlo appendendomi a un ponte, aggrappandomi alla ringhiera dall’esterno, una volta con entrambe le mani e un’altra volta tenendomi con una sola mano. Dovetti poi camminare in un tratto del fiume che era un po’ in piena. Infine, davanti al simbolo del Corpo di Sicurezza accesero un fuoco in un braciere e dovevo tirare fuori un simbolo che avevano gettato dentro il fuoco. Seppi poi che mi avevano reso la prova più difficile perché, rispetto alle “prove” degli altri entrati prima di me, la mia era stata molto più dura.
Insomma, feci il probazionismo di Forze Vive ed entrai nel tanto “agognato” circolo interno. Feci parte del Corpo di Sicurezza (CS), le cosiddette “camicie nere”. Le riunioni iniziavano sempre con il famoso saluto nazista e pronunciando “ave”. L’uniforme dei CS era tutta nera: camicia, pantaloni e scarpe; capelli corti con stile “da maschio” e bracciale rosso con il cartiglio egizio contenente il fulmine e la S. Le Brigate Maschili o del Lavoro (BM), da parte loro, usavano uniformi color bruno (cachi). Una cosa che ti ripetevano sempre all’interno era che Hitler aveva fallito solo perché era stato consigliato da maghi neri, ma che le idee di quel tipo erano molto buone.
Si incoraggia ed è ben visto che tu impari a usare armi di ogni tipo. Praticai un po’ di arti marziali (una disciplina inventata da loro chiamata Nei Kung Do) e ti ripetevano che una cintura nera e una FV non devono aver paura di uccidere.
Ricordo l’episodio in cui alcuni membri della scuola di arti marziali Bodhidharma stavano per sostenere l’esame di cintura nera. Poiché non c’erano molti studenti, obbligarono a presentarsi i CS come avversari per le prove. Uno degli esaminandi finì con la mandibola fratturata perché i combattimenti erano a tutta forza, brutali, senza restrizioni. Per il dolore chiese il permesso di andare in bagno, ma lo obbligarono a restare, perché altrimenti non avrebbe superato l’esame.
Lavoro continuo e logoramento fisico, emotivo ed economico
Entrai direttamente a far parte della “segreteria di lavoro”, un eufemismo per indicare la manodopera gratuita per i lavori di manutenzione e pulizia della sede. Vari mesi dopo passai a essere “segretario di propaganda” con 3 membri sotto la mia responsabilità. Ci occupavamo di distribuire bollettini stampa, attaccare manifesti e consegnare inviti. Parallelamente dovevo tenere lezioni, fare una conferenza mensile e svolgere le benedette guardie (che consistevano, in pratica, nello stare in sede tutta la notte senza dormire).
La mia routine iniziava alle 9 del mattino e finiva all’una del mattino seguente: dovevo occuparmi dell’accoglienza, poi della propaganda, pranzavo (verso l’una), e uscivo per andare in sede a fare le pulizie e preparare le lezioni o, a volte, la sala conferenze; se toccava a me la conferenza, la tenevo (alle 6 del pomeriggio) e subito dopo dovevo fare lezione per 3 ore, poi avevo riunione della segreteria di propaganda con i membri e, tra qualcosa da mangiare, un rinforzo ideologico (lavaggio del cervello) e i compiti di distribuzione dei manifesti, inviti, ecc., arrivavo a casa il giorno dopo.
Dopo un po’ di tempo come FV e istruttore si presentò l’opportunità di tenere conferenze in una città vicina. Per il fervore di sentirmi utile e di aiutare l’“ideale” dissi che me ne sarei occupato fino a quando non ci fosse stato un acropolitano che potesse dedicarsi al 100% a quella città (grave errore).
Nelle riunioni settimanali di “consiglio” ti martellavano con l’idea che devi portare membri, come se si trattasse di evangelizzare selvaggi. Ti ripetono sempre la frase “dimmi con membri”, quindi, se hai un’opinione e non hai portato membri, non ti prendono in considerazione.
Ti manipolavano perché mettessi sempre al primo posto la presenza per l’ideale, a scapito della tua vita personale e familiare. Insistono molto sul fatto che, se preferisci andare a una festa invece che alle lezioni, allora sei un “debole”, e passano a raccontarti aneddoti (impossibili da verificare) su acropolitanos che avrebbero camminato 60 km per tutta la notte per arrivare alle loro lezioni perché non erano arrivati in tempo per prendere l’autobus, e che dopo aver camminato tutta la notte avrebbero proseguito a fare lezione per tutto il giorno.
Ogni tanto ti chiedevano una quota extra per vari motivi: per il sito web, per la visita del “mando máximo”, per gli innumerevoli incontri in altre città ai quali eri obbligato ad assistere... In modo sottile ti suggerivano di comprare libri e riviste provenienti dalla tipografia di NA Spagna; addirittura, quando iniziarono ad andare di moda le sette commerciali tipo Oriflame e Herbalife, il mando nazionale L.S. si infilò in una di esse e i comandi locali suggerivano ai membri di affiliarsi a questi affari per aiutare il mando nazionale.
Ti diranno sempre che la sede ha bisogno di soldi e ti suggeriranno sempre di entrare in qualche attività poco convenzionale e perfino strampalata come modo per spillarti denaro. Molti “ritiri” si organizzano con la “storia” che verranno tenute lezioni sui “Presocratici” o sugli “Stoici”, ma hanno un costo e, ovviamente, le tiene solo il mando nazionale. In Ecuador il mando nazionale L.S. passa il tempo a fare viaggi “culturali” in Egitto, e molti membri di NA finirono per pagare quei viaggi, dato che te li vendono come un’esperienza “speciale”, perché andrai guidato da qualcuno che sa molto “della parte esoterica dell’Egitto”.
Quando c’era qualche riunione pubblica o in una zona fuori dall’area urbana ti assegnavano la cura di uno dei mandos e dovevi stare attento a tutto ciò che ti chiedeva o di cui avesse bisogno. Se aveva qualche difficoltà a camminare, toccava a te fare da bastone; se gli veniva voglia di una Coca Cola, gliela compravi. Non si chiedeva al dirigente, gliela si comprava e basta.
Le richieste di pagamenti mensili e di tutte le quote extra per altre attività iniziarono a danneggiare l’economia di uno che era appena uscito dalle superiori e cercava di entrare all’università. Tutto il mio mondo iniziò a girare intorno a NA. Ormai tutti i miei amici erano lì. Fuori non mi rimaneva più niente.
Controllo della vita personale e doppia morale
In NA ti dicono cosa devi e cosa non devi leggere, come vestirti, come pensare, come reagire e perfino che musica devi ascoltare. Leggere direttamente un libro di Blavatsky era praticamente un peccato. E questo lo capisci solo quando leggi direttamente dalle fonti teoriche. Loro ti parlano di Teosofia quasi tutto il tempo, ma tutto è passato attraverso il “filtro acropolitano”. Inoltre, se per caso ti viene in mente di menzionare o leggere qualcosa di Krishnamurti ti mettono sotto osservazione, poiché Krishnamurti, cresciuto e formato nelle viscere della Società Teosofica, finì per chiudere la scuola di cui era stato posto a capo, comprendendo che il cammino di ogni individuo è unico e non ha bisogno delle catene altrui per evolversi. Hanno il terrore dell’individualità.
C’è un controllo assoluto di tutte le aree della tua vita. Per esempio, all’interno delle “Forze Vive” le relazioni sentimentali sono gestite in modo piuttosto controllato. Settimanalmente si tengono riunioni di ruolo (una di “cavalieri” e una di “dame”) e in quelle riunioni devi annunciare ufficialmente se hai una relazione con un’acropolitana. A tutti veniva richiesta formalità e serietà in questi casi. Tuttavia, c’erano persone che avevano certe licenze per saltare quei valori o principi.
Successe che una coppia di FV, di età simile alla mia, finì per aspettare un figlio. Quell’uomo annunciò ufficialmente 3 volte che si sarebbe sposato, gli fecero 2 volte la festa di addio al celibato e il tipo non si sposò mai. Ricordo che la prima volta che andarono al registro civile per sposarsi tornarono con la storia che era chiuso (poi sapemmo che lui aveva obbligato la ragazza a mentire). Tuttavia, poco dopo, misero quell’uomo a capo del CS. In un gruppo in cui ti mitragliano da tutte le parti con l’onore, la verità, l’etica e i valori, non puoi mettere a capo una persona che può essere tutto tranne che un modello di virtù. Agli occhi di quasi tutti quelli della sede il tipo rimase un canaglia che giocava con la ragazza, e nemmeno così lo spodestarono dal suo status.
Lo stesso capo di filiale (P.C), quando ebbe problemi matrimoniali, andava in giro molto allegro ed emozionato con una membro. P.C. aveva problemi con la moglie, ma cominciò a “cercare” consolazione con una membro al punto da parlarle già di matrimonio. Va precisato che, quando capita, ti inculcano l’idea che “qui ci si sposa e ci si risposa e non succede niente”, perché ciò che conta è l’ideale e la lealtà ai dirigenti, per quanto “gandallas” essi siano.
Il punto nel menzionare questi fatti è mostrare il doppio metro e la doppia morale che applicano a tutto.
In fin dei conti, in NA ci sono solo 2 modi per avanzare: o sei totalmente servile e fai tutto ciò che ti dicono, oppure, dall’altro lato, se hai denaro o influenza sociale e politica. Ricordo come il direttore nazionale e quello di un’altra città si scioglievano dietro un tipo che era nipote di un politico e imprenditore e, benché non potesse frequentare le lezioni, gli davano “istruzione” per corrispondenza, aspettando il momento giusto per poter sfruttare la sua posizione. Fino a non molto tempo fa hanno cercato di infilarsi nella politica nazionale e locale, ma credo che non siano riusciti a far sì che qualche partito li sponsorizzasse, però continueranno a cercare e a tentare. Devo segnalare che uno degli alti mandos di qui finì per fuggire perché, per ambizione economica (e forse politica), rimase invischiato in un caso di corruzione nei processi di selezione del personale per la polizia: lo fecero fuori e lo nascosero in Cile.
Come sono uscito da Nuova Acropoli
Le amicizie iniziarono a deteriorarsi. Gli attriti tra FV non tardarono ad arrivare. Decisi di uscire dal paese per motivi personali e mi piovve addosso uno tsunami di critiche e rimproveri, perché secondo il direttore nazionale non potevo “andarmene così” lasciando tutto. Lì conobbi il vero volto dei dirigenti, che si trasformano quando non possono più controllarti. Comunque, viaggiai, i progetti che avevo in mente non andarono in porto e tornai nel mio paese. Non tornai mai più in NA.
Rimasi 5 anni in quel luogo. La manipolazione psicologica a cui ti sottopongono è così sottile che te ne rendi conto solo quando provi a vivere fuori dalle sbarre dell’“ideale acropolitano”. Le persone che agiscono come dirigenti possono anche avere tutte le informazioni e i titoli del mondo, ma moralmente ed eticamente sono mostri: arrivano al punto di farti credere che tutto ciò di negativo che ti accade è colpa tua; possono essere talmente meschini da cercare di usare la tua famiglia per manipolarti. Le “amicizie” acropolitanas finiscono per essere solo spie del “mando” (direttore, capo, ecc.) immediatamente superiore.
Pretendono di gestire la tua vita sociale, il tuo cibo, le tue letture, le tue finanze.
Durante questi oltre 20 anni lontano da NA, in un paio di occasioni hanno provato a “riportarmi indietro”. La cosa penosa è che ancora credevo che le persone che mi cercavano lo facessero per amicizia. Non ho mai avuto intenzione di tornare, e ancor meno quando, per caso, venni a sapere che avevano ricevuto la missione di riportare indietro i vecchi membri perché avevano problemi a far arrivare gente nuova.
Forse la mia testimonianza non è particolarmente drammatica, tuttavia riconosco molto di ciò che raccontano altri ex membri e so che dicono la verità.
Pedro, marzo 2025