Indice
- Introduzione I (parzialmente disponibile)
- Introduzione II
- «L'ascia d'oro»:
- Capitolo I: Che cos'è un dirigente?
- Capitolo II: Il dirigente nasce e si forma.
- Capitolo III: I primi anni.
- Capitolo IV: La vita del dirigente.
- Capitolo V: La realizzazione del dirigente.
- Capitolo VI: Sugli Hachados (parzialmente disponibile)
- «Il Labirinto di Lapislazzuli»
- Capitolo I: Che cos'è «Nuova Acropoli».
- Capitolo II: La struttura di «Nuova Acropoli». (disponibile nella sua interezza)
- Capitolo III: Il sistema piramidale. (parzialmente disponibile)
- Capitolo IV: Come nasce una struttura nazionale.
- Capitolo V: Come si forma un Consiglio Federale o Nacio… (il frammento è tagliato nella scansione)
- Capitolo VI: Le Forze vive.
- Capitolo VII: Il corpo dei professori e degli istruttori.
- Capitolo VIII: Degli istituti.
- Capitolo IX: Sottostrutture di avvicinamento all'Ideale.
- Capitolo X: Filiali.
- Capitolo XI: Della propaganda.
- Capitolo XII: Della cancelleria/documentazione e dei simboli. (parzialmente disponibile)
- Capitolo XIII: Della distribuzione fisica di un locale di «Acropoli». (parzialmente disponibile)
- Capitolo XIV: I simboli.
- Capitolo XV: Come agire in caso di rapida espansione.
- Capitolo XVI: Come agire in caso di paralizzazione. (parzialmente disponibile)
- Capitolo XVII: Come agire in caso di crisi interna. (parzialmente disponibile)
- Capitolo XVIII: Come agire in caso di aggressione esterna.
- Capitolo XIX: Come agire in caso di decrescita o crollo naturale di una struttura. (parzialmente disponibile)
INTRODUZIONE I
Questo Manuale non è destinato alla pubblicazione esterna, né tantomeno a circolare tra i membri di «Nuova Acropoli» che non abbiano responsabilità di direzione. La sua diffusione verso l'esterno non solo sarebbe pericolosa, ma anche inutile, perché è redatto con un linguaggio e un ritmo che non può comprendere chi non abbia seguito una preparazione morale, intellettuale e psicologica preliminare nelle nostre lezioni per un tempo prudente.
Ispirato all'antichissimo mito del Labirinto — la cui ultima versione ellenistica è l'unica accessibile allo studente — questo testo vuole, tuttavia, essere breve e pratico per il “qui e ora”. Si è evitata la tentazione di dilungarsi in esempi e fondamenti filosofici per conservarne il carattere operativo. Il nostro Movimento, appena nato, deve già confrontarsi con un mondo dottrinalmente indifferente e organizzativamente ostile. Abbiamo assunto un compito difficile in un secolo difficile.
L'insieme di riflessioni, norme e consigli di questo Manuale cerca di trasmettere la nostra esperienza personale e storica al giovane Idealista che si lancia a “rompere lance” in una battaglia tanto diseguale. Non pretende di essere un “tetto” sull'argomento, bensì piuttosto una “base” sulla quale future accumulazioni e ampliamenti… (la frase si interrompe nella scansione)
In un mondo in cui l'autorità morale si dissolve, il nostro Bastione spirituale appare come faro nella tempesta. Sono tempi duri, e siamo circondati da persone difficili. Ma proprio questo metterà alla prova la nostra fermezza, e sull'incudine delle difficoltà forgeremo giorno dopo giorno il filo ardente della spada della vittoria.
Quest'opera è stata scritta per coloro che desiderano sostenere nelle loro mani quella spada luminosa, quella torcia sacra, con totale dedizione all'Ideale. Può essere utile anche per coloro che aspirano a ciò.
Raccomando di leggerla con profondità, e inoltre di studiarla e assimilarla in corsi — se possibile, in luoghi appartati — sotto una disciplina monastico-militare, guidati da un Hachado esperto di livello di Comando Centrale o superiore. La durata del corso può variare da una a tre settimane. Conviene stabilire livelli: benché la lettura del Manuale sia la stessa, devono essere fornite spiegazioni e ampliamenti diversi a chi appena aspira a essere dirigente e a chi già lo è. Il completamento del corso deve produrre risultati pratici: promozione di nuovi dirigenti e nuove espansioni su tutti i piani.
L'azione, come ci insegna Krishna nella «Bhagavad-Gita», è il nostro mondo. Ogni dirigente deve essere attivo. Corr... (il testo si interrompe nella scansione)
(il documento salta direttamente al Capitolo VI. Sembra che manchino le pagine con i Capitoli I–V in questo file)
«L'ascia d'oro»
Capitolo VI: Sugli Hachados (parzialmente disponibile)
…dipenderà dal suo impegno personale e dalla sua reale capacità di diventarlo: se il suo Comando non è chiaro/luminoso, non è ancora un vero portatore dell'Ascia d'oro. (il testo si interrompe nella scansione)
Sebbene nel piano ideale tutti i Dirigenti che adempiono pienamente alle loro funzioni dovrebbero essere Hachados, la giovinezza del nostro Movimento fa sì che solo una parte di essi lo sia.
L'Ascia, come simbolo dell'incarnazione nel Mondo del nostro Ideale, è concessa esclusivamente dal Comando Mondiale, con il consenso scritto di due autorità superiori (menzionate per sigle nel testo). La concessione si avvia a partire da una richiesta scritta presentata da un Hachado di livello di Comando Centrale, direttamente o tramite il Comando Continentale corrispondente, spesso in una riunione internazionale dei comandi, salvo situazioni urgenti o di particolare necessità.
Solo il Comando Mondiale, allo stesso modo in cui concede l'Ascia, può ritirarla in modo definitivo. Tuttavia, il Comando Centrale può sospendere un Hachado all'interno della sua Struttura, allontanandolo da funzioni effettive fino alla decisione finale del Comando Mondiale.
Possono essere proposti come candidati a Hachados i Dirigenti con almeno quattro anni di anzianità nel Movimento che, a giudizio del Comando Centrale che li presenta, raccolgano meriti sostenuti sufficienti. (la frase continua nella pagina successiva)
I meriti richiesti devono essere di tipo scolastico/formativo e organizzativo, all'interno delle Strutture o Sottostrutture, e in senso ideologico acropolitano. Persone che non occupano incarichi di direzione in Acropoli non possono aspirare a tale onore.
Quando un Hachado, senza essere sanzionato, passa allo stato di Ritiro per sua volontà o per decisione dei suoi comandi naturali, può farlo in due categorie:
- Ritiro Attivo: continua a collaborare regolarmente con «Nuova Acropoli», ma è liberato da incarichi di massima responsabilità.
- Ritiro (semplice): continua ad appartenere a «Nuova Acropoli», ma senza incarichi, responsabilità né obblighi, salvo quelli che gli statuti fissano per i membri di ogni paese.
Al passaggio in Ritiro (attivo o no), l'Hachado consegna la sua Ascia affinché rimanga custodita dai suoi comandi naturali nel cosiddetto “Uovo di Ferro”, curandone la conservazione.
Se il Comando Mondiale decide di togliere l'Ascia per indignità del portatore (cioè per sanzione), l'Ascia viene distrutta dallo stesso Comando Mondiale che l'aveva conferita.
Se ciò non avviene e l'Hachado semplicemente passa a Ritiro, conserva a vita gli onori di Hachado.
Si prevede inoltre che, per gli Hachados che scelgono il Ritiro per anzianità o malattia, il Movimento offra in vecchiaia protezione e sostegno in una delle sue Case, secondo preferenze e possibilità materiali. Allo stesso modo, il Movimento si fa carico della sepoltura e della disposizione degli effetti personali, salvo che esista una volontà legalmente costituita.
Gli Hachados sono Dirigenti che hanno prestato giuramento. Una delle loro note caratteristiche è che non devono possedere ricchezze superiori a quanto strettamente necessario per la loro vita personale nell'ambiente in cui operano. Ogni eccedenza proveniente da lavoro, eredità, ecc., deve essere donata al Movimento.
L'Hachado non fa voto di castità né di povertà, ma deve cercare di vivere nel modo più spirituale possibile, mantenendo almeno moderazione in tutto quanto concerne la sua vita personale. La cosa principale è porre sempre l'Ideale Acropolitano al di sopra di ciò che è terreno.
Tutto ciò, e molti altri dettagli, è generalmente noto agli stessi Hachados nella formazione precedente al ricevimento dell'Ascia-insignia; qui si ricorda soltanto a coloro che non lo sono ancora.

(Dall'alto verso il basso)
- Comando Mondiale
- Guardiano dei Sigilli
- Comandi Continentali
- Comandi Centrali
- Consiglieri Nazionali o Federali
- Comandi Unificati di Zona
- Capi di Filiali
Così, Nuova Acropoli vivrà finché sarà spiritualista e manterrà in alto, anche se solo un tizzone, la Fiamma Mistica dei Misteri.
Potrà avere milioni di componenti, migliaia di case, centinaia di università e tipografie, ma se perde il Cuore Nascosto, perirà ignominiosamente inghiottita dal fango delle proprie immondizie. La nostra Forza non è nelle scorze più o meno spesse o lucenti, ma nel cuore delle nostre mistiche Sementi.
«Il Labirinto di Lapislazzuli»
Capitolo II: La struttura di «Nuova Acropoli». (disponibile nella sua interezza all'interno del frammento conservato)
Come le cellette di un alveare sarebbero inutili e non potrebbero neppure esistere senza le api, così la parte Organizzativa è il contenitore della Scolastica. Nella giusta misura in cui celletta e ape convivono, sorgerà il miracoloso miele dell'Ideologico, Principio e Fine di tutti i nostri atteggiamenti. Poiché l'Ideologico è UNITÀ di Percorso e di Destino.
Per concretizzare ciò dobbiamo conformare una Struttura. Una Struttura è una combinazione armonica di linee altamente tese e coniugate. La struttura di Nuova Acropoli si sostiene su uomini e donne altamente tesi: questi sono i Dirigenti; quando si combinano, nascono i Mandi.
Occorre chiarire ancor più la differenza tra Dirigente e Mando. Una cosa è dirigere, cioè incanalare, dare una direzione a qualcosa che ha in sé impulso e senso, finalità. Per questo bastano doti di persuasione e simpatia personale unite a una certa abilità di convincimento. Ma per dare nascita al Mando occorre qualcosa di molto più concreto e Ideologico. Il Mando è rivestito di una forma di magia che lo fa essere seguito fino alle soglie della morte da coloro ai quali ordina; il Mando è un "carisma" e uno stato speciale di coscienza che nasce dall'iperrazionale. Un Mando ordina ed è automaticamente obbedito, poiché esiste una misteriosa coincidenza tra i suoi ordini e la natura di coloro ai quali dirige.
Ovviamente, esseri provvisti di tali disposizioni — sfortunatamente rari — passano più o meno rapidamente dallo stato di Dirigenti a quello di Mandi, poiché solitamente si circondano con facilità di altri esseri affini, collegando strutture piramidali efficaci.
Una struttura conformata da esseri viventi deve essere un grande essere vivente, altamente evoluto e capace di sopravvivere in tutti gli ambienti probabili.
Dobbiamo considerare, dunque, che avrà un periodo di gestazione, uno di infanzia, un altro
di maturità in cui potrà riprodursi, e infine una vecchiaia che governa i giovani e inesperti. Così, secondo l'età fisica di una struttura, dipenderanno le condizioni ottimali di vita.
Messa in moto, deve accettare le leggi della vita, piacevoli o no. Per esempio, percepire la possibilità di malattie, incidenti e aggressioni esterne; nessuna di tali circostanze deve sconcertare i Dirigenti.
Inoltre, come ogni essere vivente, deve nutrirsi, assimilare ed espellere ciò che non è assimilabile, allontanandosi per quanto possibile da quelle feci, o seppellendole.
Questa Struttura si nutre di uomini, e gli idonei li trasfonde nel suo grande corpo, nella sua grande Anima, per renderli, in una certa misura, superuomini. Gli inetti devono essere lasciati indietro. Tale è la dolorosa Legge. Essi saranno raccolti da qualche struttura-iena che si nutre di carcasse e, nella sua misura, si realizzeranno anch'essi. Ma badiamo a non avvelenare, guidati da falsi mentalismi, l'Aquila d'Oro, perché essa inesorabilmente perirà, e gli inetti che si è cercato di salvare seguiranno lo stesso il loro destino naturale, che per loro non ha nulla di male né di spiacevole, con il gravame che gli Idealisti resteranno soli e abbandonati, e dovranno cercare nuovamente il quasi inaccessibile nido di un Uccello Bennu.
Ma il novello Dirigente stia attento a non essere eccessivamente esigente nei primi tempi verso l'aspirante; comprenda chiaramente che i Probabilisti che arrivano a Nuova Acropoli non sono ancora Acropolitani; non si impongano loro rigidezze né si faccia esclusione giudicando ciò che furono, poiché tutti, prima di divenire Acropolitani, siamo stati altro, a volte apparentemente opposto all'ideale delle nostre Aquile. Un Probationista, per quanto buono sia, è come un diamante grezzo e necessita di essere tagliato pazientemente, dopo essere stato studiato con cura.
La Struttura deve essere elastica in superficie, dinamica e mutevole, ma le sue ossa nascoste rimarranno inalterabili, dure, compatte. Quando la Struttura morirà, il vento del Tempo porterà via ciò che è superficiale, nato dal nostro contatto con il mondo, ma resteranno le ossa metalliche affinché, nel prossimo ciclo favorevole, qualche Viandante le ricolli in quella magica maniera che fa rinascere l'Uccello Bennu, la Fenice.
Capitolo III: Il sistema piramidale. (parzialmente disponibile)
Non è un sistema in più di governo; è Il Sistema. Dalle Galassie agli Atomi, tutti gli oggetti e gli esseri naturali sono governati in modo piramidale. Ciò non è vero soltanto in campo materiale e meccanico; per quanto ne sappiamo, lo è anche in ambito psicologico, mentale e spirituale. (la frase si interrompe nella scansione)
Frammento successivo (capitolo non visibile nella pagina conservata) (parzialmente disponibile)
...che la donna passi il resto della sua vita senza un braccio più che senza un lavabo. Conoscere la necessità di scaricare aggressività in ogni giovane uomo, e dargli bersagli innocui dove scagliare i suoi dardi prima che scelga da sé il destinatario; e tanti altri.
Con la finalità di incanalare le nature e sfruttare al massimo le inquietudini giovanili, sono nate le Forze vive. Sono sorte dalla necessità di dare a uomini e donne un canale che li liberi dall'essere uomini-oggetto e donne-oggetto, per convertirli in Cavalieri e Dame Acropolitane, pervasi di una Mistica semplice e naturale e di una possibilità di lavoro specifico applicabile in questo mondo, con risultati immediati che incoraggino i giovani Aspiranti al Sentiero. È necessario evitare che nel giovane Acropolitano si cristallizzino rimorsi, nella sensazione di aver "abbandonato il mondo", di essere disertori del proprio protagonismo verso la propria generazione.
Bisogna parlare a ciascuno nella sua lingua, e dire il necessario attraverso il tema e il vocabolario preferito dall'ascoltatore. Le preferenze e le antipatie del Dirigente devono essere annullate, o almeno mascherate; un uomo dirige meglio quanto meno lo si conosca.
Questo merita di essere spiegato. È ovvio che la "Solitudine del Comando" è imprescindibile, ...
Frammento successivo (capitolo non visibile nella pagina conservata) (parzialmente disponibile)
...in senso, non fa eccezione; ciò che dall'“interno” appare grande e fastoso, non sempre merita tali qualificativi in un mondo dove una semplice impresa di idraulici o un sindacato possiedono vari uffici ben allestiti, con una dozzina di impiegate dietro le loro macchine da scrivere moderne e le loro scrivanie nuove e pulite.
L'esposizione di simboli, saluti e costumi interni va altresì razionalizzata oggettivamente. Per nostra sfortuna, molti dei nostri simboli millenari sono stati utilizzati ultimamente da paesi e ideologie che hanno fallito nel mondo, con i quali non abbiamo i più minimi rapporti e le cui piattaforme sono in gran parte antitetiche ai nostri Principi. Ma tutto ciò non si vede a prima vista, e certe identità possono essere pregiudizievoli e viziare la nostra immagine filosofica verso il mondo esterno.
Precisiamo che non pensiamo di cedere di fronte all'ignoranza del pubblico, ma consigliamo di evitare inutili scontri.
Le nostre stesse celebrazioni mistiche, come quella della Primavera, l'8 maggio e il 15 luglio, viste da fuori appaiono frequentemente ridicole; quindi conviene interiorizzarle e non dar loro eccessiva pubblicità.
Capitolo XIII: Della distribuzione fisica di un locale di «Acropoli». (parzialmente disponibile)
Evidentemente non possiamo normare questo, poiché i locali delle nostre Strutture variano secondo il grado di anzianità e di sviluppo raggiunto da ciascun nucleo. Ma, in linea generale, diremo che anche negli stabilimenti più umili devono osservarsi queste Regole:
a) Avere sulla facciata qualche targa o cartello che identifichi il Movimento, secondo le consuetudini o le necessità circostanziali. Vi devono figurare, oltre al nome dell'Organizzazione, la sua natura filosofica e i giorni e gli orari di ricezione del pubblico, che saranno per altro "religiosamente" rispettati.
b) Un ingresso decoroso, che non dia una falsa immagine del nostro Movimento.
c) Una sala, o perlomeno una scrivania di Ricezione, preferibilmente moderna o, se antica, in buone condizioni e molto pulita e ordinata. L'ambiente non deve mostrare, almeno nelle ore di ricevimento, grandi simboli o quadri strani che possano far pensare al visitatore che sta entrando in qualcosa di "strano". I volantini, i regolamenti, i programmi di base e le richieste devono essere a portata di mano, dando la sensazione che il loro uso sia frequente.
Capitolo XVI: Come agire in caso di paralizzazione. (parzialmente disponibile)
Nei primi anni di una Struttura di Nuova Acropoli può verificarsi questo fenomeno, e anche in fasi superiori di sviluppo la sua comparsa non deve essere esclusa.
Succede che un rallentamento del movimento espansivo conduca a uno stato di equilibrio, in cui il numero dei componenti rimane a lungo lo stesso, e dove nulla accade di importante, né in senso negativo né positivo.
Un pensiero che consola, ma non aiuta, è quello di rassegnarsi a tale situazione e persino celebrare il fatto che non vi sia una regressione. La consapevolezza di questo problema da parte dei Dirigenti responsabili non sempre viene canalizzata adeguatamente, attribuendo la colpa di tutto all'indifferenza dell'ambiente, alla mancanza di aiuto internazionale o a sentimenti disfattisti circa la propria incapacità. Ma comprendendo che l'impulso non può venire dall'esterno, e che è immorale proporre di cambiare il capitano di una nave che non è ancora arrivata in alcun porto, il Comando interessato deve, in linea di massima, prendere le seguenti misure:
a) Una revisione dei Direttivi a livello di Consiglieri, depurando questo organo da coloro più inattivi e conformisti, anche se di grande fiducia, "rinfrescando" il Consiglio con uno o più elementi giovani e ambiziosi.
b) Accettare che è inevitabile affrontare e risolvere problemi, e che la tranquillità psicologica e la cosiddetta "normalità" della vita non fanno gran che bene a un Dirigente.
c) Riesaminare personalmente tutto il meccanismo strutturale al fine di prepararlo per una prossima espansione, facendo conto che essa già si avvicina.
d) Effettuare cambiamenti nella disposizione dei mobili, acquisire elementi nuovi, dipingere nuovi simboli, come se si aspettasse una visita importante. Se possibile, perfino cambiare locale.
e) Fare propaganda esterna, in qualunque modo. In casi di grande debolezza economica, il medesimo C.C. deve farla personalmente, dipingendo manifesti stradali, intervenendo sui mezzi di diffusione, televisivi e radiofonici, convocando conferenze stampa, o mescolandosi tra i partecipanti a qualche conferenza o associazione esterna e parlando di Nuova Acropoli, munito di volantini e, se non altro, di biglietti da visita personali.
f) Canalizzare la propaganda interna verso un "balzo in avanti", e se fosse imprescindibile, segnalando qualche ideologia esterna, come il materialismo dialettico, ...
...fruttuose, affinché tali esperienze arricchiscano l'esperienza dei Mandi Internazionali.
Capitolo XVII: Come agire in caso di crisi interna. (parzialmente disponibile)
Una crisi interna è una "esplosione" che può verificarsi a qualsiasi livello e area della Struttura. Si genera nella sovrapressione a cui sono sottoposti i Dirigenti, nel risentimento personale di qualcuno che si sente emarginato, o in qualche misura infelice dei Mandi che non è stata compensata in tempo.
La prima misura, come in caso di incendio fisico, è cercare di isolare il focolaio, tamponandolo e isolandolo dalle altre parti della Struttura, poiché la preoccupazione principale non deve essere estinguerlo, ma impedire la sua espansione in settori o persone non ancora colpiti.
Fatto ciò, raccomandiamo:
- Iniziare senza perdita di tempo conversazioni personali con il o i coinvolti, cercando di fare comprendere loro, al di là di ogni Regolamento, quanto sono necessari e quanto poco la vita offrirà loro di buono in futuro se abbandonano Nuova Acropoli.
Capitolo XIX: Come agire in caso di decrescita o crollo naturale di una struttura. (parzialmente disponibile)
...sentiero ripido che conduce dalla Terra al Cielo. Non dimenticate la Terra; non dimenticate il Cielo. Imprimete a tutti i vostri Insegnamenti l'UNITÀ IDEOLOGICA che permetta di spingere le nuove generazioni verso un Destino di Concordia.
Sognate molto e lavorate molto. Siate audaci.
Morire non importa; tutti dobbiamo morire. L'importante è la Vita per la quale ciò che chiamiamo vita e ciò che chiamiamo morte sono meri riflessi illusori sullo specchio lucido della Realtà.
Siate Eroici, siate Generosi, siate Acropolitani. E che il Dio del Destino benedica le vostre opere e perpetui nei nostri discepoli l'Impulso Ancestrale dello Spirito che deve forgiare l'Uomo Nuovo, la Donna Nuova e il Mondo Nuovo.
Scritto da JAL
Settembre 1976
Granada - Spagna
