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Proposta di istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta sulle sette (ad es. «Nuova Acropoli»).

be1995,Lingua originale: FranceseLeggi nella lingua originale
Autore: Didier ReyndersEx Commissione europea per la democrazia, la giustizia, i diritti e la conservazione dei consumatori
Autore: Jacques SimoneEx Ministro di Bruxelles
Traduzione automaticainiziative legislative contro Nuova Acropoli

(Trascrizione - colonne FR) (Pagina 1)

Camera dei Rappresentanti del Belgio

SESSIONE STRAORDINARIA - 4 OTTOBRE 1995

PROPOSTA

tendente a istituire una commissione d'inchiesta parlamentare incaricata di elaborare una politica volta a combattere le sette e i pericoli che queste sette rappresentano per le persone e particolarmente per i minorenni

(Presentata dai Sigg. Didier Reynders e Jacques Simonet)

SVILUPPI

SIGNORE, SIGNORI,

La nostra Costituzione nel suo articolo 19 riconosce la libertà dei culti. Lo Stato è laico, permette a ciascuno di manifestare le proprie opinioni liberamente, salvo la repressione dei reati commessi in tale occasione.

Le sette fanno uso di queste libertà riconosciute alle chiese per insediarsi e reclutare adepti nel nostro paese.

La setta può essere definita come un raggruppamento contrattuale minoritario di volontari convertiti che condividono una stessa credenza elitista, assoggettati a un capo carismatico o a una amministrazione gerarchizzata, centralizzata e autoritaria, le cui finalità possono essere religiose, politiche, economiche o altre, ma il cui carattere essenziale dichiarato è una concezione pura del divino alla quale ci si deve sottomettere per assicurarsi la salvezza.

(*) Prima sessione della 49a legislatura.


(Pagina 2)

Un'inchiesta giornalistica recente segnala la presenza in Belgio di una cinquantina di sette raggruppanti circa 50.000 adepti. Il fenomeno è in piena espansione e non è privo di pericoli.

Sotto le spoglie di una ricerca spirituale, le sette distaccano progressivamente i loro simpatizzanti da ogni contatto con la società ritenuta malvagia.

Il loro scopo è creare comunità ripiegate su se stesse che esigono dai loro membri una grandissima disponibilità e una totale sottomissione. È il caso, per esempio e tra tanti altri, della Nuova Acropoli. Questa asbl, stabilita in Belgio dal 1977, si presenta come «centre international de formation philosophique».

Nel corso di cicli di conferenze, essa individua gli spettatori più assidui e propone loro un corso di filosofia il cui esame conferisce al laureato il titolo di membro della Nuova Acropoli. Da quell'istante, gli obblighi iniziano: quota mensile e volontariato.

Col passare del tempo e della sua formazione filosofica, l'adepto è invitato a investire a tempo pieno nella setta per rispondere a sua volta all'ideale acropolitano. Così la formula dell'apprendista-adepto lavoratore permette di chiudere la fase di indottrinamento. Alla dipendenza psicologica e affettiva si aggiungono la dipendenza materiale, il taglio con l'universo professionale.

Le sette ledono la libertà umana impedendo all'adepto di lasciare il movimento. Esse spezzano l'individuo e la famiglia.

Di fronte a tale stato di cose, il nostro diritto è sprovvisto di strumenti. Tanto a livello belga quanto europeo, non esiste alcuna legislazione specifica che regoli le sette. Nessuna misura protegge le famiglie contro l'incidenza delle sette. Questa lacuna è tanto più dannosa di fronte al problema della protezione dei minorenni, che si tratti di adolescenti reclutati dalle sette o di figli di adepti.

Citiamo il caso di una madre adepta de L'Ange Albert. Questa setta spiritista vieta ai suoi membri di ricorrere alla medicina classica preferendo, per esempio, l'iniezione di un miscuglio di sangue e di succo di crauto... In occasione del divorzio, alla madre era stata affidata la custodia dei figli. Dopo cinque anni di démarches infruttuose presso la giustizia, il padre non aveva restituito i figli alla madre dopo un diritto di visita. Infine, ottenne una riforma del giudizio.

Oggi, infatti, quando uno dei genitori appartiene a un gruppo settario la custodia dei figli è generalmente affidata all'altro coniuge. Ma nulla garantisce contro i rischi di rapimento e l'invio dei figli in un'altra branca della setta stabilita all'estero.


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Inoltre e a fortiori, tale giurisprudenza è senza effetto quando entrambi i genitori sono membri della setta.

Tutti i pericoli che le sette fanno correre all'individuo giustificano che il Parlamento avvii una riflessione approfondita al fine di determinarne le cause e le conseguenze e di dibattere sulle misure da adottare per porvi rimedio.

Per svolgere questo compito, occorre permettere al legislatore di disporre dei poteri più ampi conferiti alle commissioni d'inchiesta parlamentare, al fine di poter raccogliere tutte le informazioni necessarie e procedere a tutte le audizioni adeguate.

La presente proposta mira dunque a istituire una commissione d'inchiesta parlamentare incaricata di esaminare la problematica delle sette, le sue cause e le sue influenze sull'individuo e sulla famiglia, nonché le misure da adottare.

Questa commissione d'inchiesta disporrà di tutti i diritti definiti dall'articolo 56 della Costituzione e dalla legge del 3 maggio 1880 sulle inchieste parlamentari.

Essa condurrà i suoi lavori nello spirito delle missioni precedentemente devolute alle commissioni d'inchiesta: individuare delle opzioni generali e preparare la legislazione; si guarderà dunque dall'ingoiare le competenze del potere esecutivo o del potere giudiziario, così come non si immischierà in affari giudiziari in corso, né in materia di audizioni né in materia di consegna di documenti.

Infine, dovrà procedere alle audizioni a porte chiuse.

Questa commissione avrà per missione : — d'étudier l'influence directe ou indirecte de l'action des sectes en Belgique; — d'étudier l'organisation et les moyens dont disposent les sectes au niveau national et international; — de recueillir les avis des autorités compétentes et d'experts spécialisés; — d'examiner les conséquences liées à la fréquentation des sectes pour l'individu et la famille; — d'examiner les conséquences de la problématique de la présence de mineurs d'âge dans les sectes; — et de formuler sur base de ses travaux, toute proposition visant à réglementer l'activité des sectes et à protéger l'individu et particulièrement les mineurs d'âges ainsi que la famille.

La commission d'inchiesta dovrà riferire alla Camera dei Rappresentanti entro sei mesi dalla sua installazione. Nel caso in cui stimasse che certi aspetti dei suoi lavori siano di natura confidenziale, potrà decidere di non pubblicarne tutto o parte.

D. REYNDERS
J. SIMONET


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PROPOSTA

Articolo primo

È istituita una commissione d'inchiesta incaricata : — d'étudier l'influence directe ou indirecte de l'action des sectes en Belgique; — d'étudier l'organisation et les moyens dont disposent les sectes au niveau national et international; — de recueillir les avis des autorités compétentes et d'experts spécialisés; — d'examiner les conséquences liées à la fréquentation des sectes pour l'individu et la famille; — d'examiner les conséquences de la problématique de la présence de mineurs d'âge dans les sectes; — et de formuler, sur base de ses travaux, toute proposition visant à réglementer l'activité des sectes et à protéger l'individu, particulièrement le mineur d'âge, ainsi que la famille.

Art. 2

La commission disposera de tous les pouvoirs prévus par l'article 56 de la Constitution e par la legge del 3 mai 1880 sulle inchieste parlamentari.

La commission ascolterà tutte le persone che giudicherà utile far comparire; dovrà procedere a queste audizioni a porte chiuse.

Essa stabilirà i contatti internazionali necessari per l'adempimento della sua missione. Tanto in materia di audizioni quanto di consegna di documenti, non potrà immischiarsi in un procedimento giudiziario in corso.

Art. 3

La commissione è composta da 11 membri effettivi e 11 membri supplenti, designati conformemente alla regola della rappresentanza proporzionale dei gruppi politici.

Art. 4

La commissione presenterà il suo rapporto entro sei mesi dalla sua installazione. Potrà decidere della pubblicazione o meno di tutto o parte dei suoi lavori.

21 settembre 1995.

D. REYNDERS
J. SIMONET